Dopo il primo capitolo della trilogia trinitaria “Vivifice spiritus vitae vis” dedicato allo Spirito Santo, appare ora la seconda parte centrata su Cristo: il lavoro, fortemente voluto e ispirato da don Piero Panzetti, direttore della Cappella musicale della Cattedrale di Lodi, giunge così a un passo dal completamento.

Il testo è tratto dal vangelo di Giovanni e l’organico prevede un tenore (Evangelista), un coro, un piccolo gruppo di continuo con organo e un violino.

Come nella tradizione antica, i discorsi diretti sono sempre trattati polifonicamente mentre la narrazione, con pochissime eccezioni, è affidata al solista.

La Passio si articola in quattro parti scandite da intermezzi violinistici che commentano lo svolgersi dei fatti, aprendo momenti di meditazione che danno ulteriore respiro drammatico alla composizione.

La vicenda, anziché iniziare come di consueto con il tradimento di Giuda al Getsemani (capitolo 18), è preceduta dall’ultimo versetto del capitolo precedente (17,26) con funzione di prologo.

La seconda parte (18,17) si chiude con la condanna di Pilato e col capitolo 19 (terza parte) si entra nella fase più cruda della Passione: Jesus è flagellato e schernito dai soldati.

La quarta e ultima parte (19,25) si svolge sul Golgotha, la madre ai piedi della croce. In questa sezione (il cui testo ispirerà lo Stabat Mater) riaffiora materiale tematico tratto dal Vivifice, affermando così l’unità, musicale e teologica, della trilogia.

 

Guido Morini