IV

 

La celebrazione liturgica è in primo luogo una realtà spirituale, è quanto si vive nella forza dello Spirito prolungando nel tempo e nello spazio l’azione stessa di Cristo.

Ciò non sottrae la liturgia alle categorie della cultura, anzi la colloca nella radice della situazione sociale quale fonte e culmine d’ogni attività del credente, che vive la storia con un linguaggio e tutta una serie d’atteggiamenti interpersonali propri dell’ambiente in cui vive.

La liturgia si radica nella storia umana e trae dal tessuto culturale le forme e le espressioni necessarie per costruire e gestire la celebrazione: i differenti liguaggi della parola, della musica e delle immagini sono mutati da un preciso orizzionte che s’intreccia con le vicende storiche e politiche di una comunità.